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Natanti ed estero, qualcosa si muove

Pochi giorni fa la Camera dei Deputati ha approvato, all’interno del decreto Made in Italy, il cosiddetto “Pacchetto nautica” che serve, o almeno dovrebbe servire, a facilitare la vita dei diportisti, in particolare di coloro che possiedono dei natanti da diporto ovvero, semplificando, imbarcazioni lunghe meno di 10 metri.

barche ancorate nautica
Foto di kat122 da Pixabay

Vediamo i punti previsti dal pacchetto.
Viene creata una speciale certificazione per “autorizzare” i natanti italiani ad uscire dalle acque territoriali italiane. Spieghiamo meglio per chi non conosce molto bene la materia. Attualmente esistono due tipi di unità da diporto: le imbarcazioni immatricolate che sono ufficialmente imbarcazioni italiane, possono esporre la bandiera italiana ed hanno un numero di registrazione univoco che le identifica e sono soggette a controlli di sicurezza periodici e i natanti, unità non immatricolate, considerati beni mobili non registrati (come le biciclette per intendersi) per cui potrebbe essere difficile risalire al proprietario, non sono sottoposte a nessun controllo periodico, non possono ufficialmente dichiararsi italiane e quindi esporre la bandiera e non potrebbero, per norme internazionali e nazionali, uscire dalle acque territoriali italiane. In realtà, grazie a qualche accordo più o meno ufficiale, natanti italiani sono  sempre stati presenti nelle acque francesi, slovene e croate.
Con questa nuova certificazione, che per motivi geografici interessa in particolare gli abitanti di Friuli Venezia Giulia, Veneto e Liguria, i problemi dovrebbero risolversi. In pratica basta la Dichiarazione di costruzione o importazione insieme a una dichiarazione di possesso del proprietario, autenticata dagli Sportelli telematici dell’automobilista, per avere un documento che attesterà proprietà, nazionalità e caratteristiche del mezzo. Per eventuali problemi doganali sarà necessario anche il documento T2L che accerta il pagamento dell’IVA.
Non è chiaro se verrà rilasciato anche un codice univoco da esporre sulla barca per identificarla in maniera certa, altrimenti si potrebbe ricadere nell’incertezza mezzo/proprietario e dubito che una tale registrazione possa essere ritenuta valida da altre Nazioni. Un altro dubbio è sulla navigazione autorizzata. Attualmente i natanti non possono navigare oltre le 12 miglia anche se la loro omologazione originale era senza limiti. Con questa certificazione cambierà qualcosa?
Ricordo, per inciso, che, per la gran parte dei Paesi Europei, la Patente nautica è obbligatoria anche per le piccole imbarcazioni.

Con questa certificazione si dovrebbe abbandonare la corsa alle bandiere straniere, in particolare Slovena e Polacca, utilizzate per semplificare l’immatricolazione.

Un altro punto interessante del pacchetto nautica, riguarda chi vuole immatricolare il proprio natante. Fino ad oggi un grosso problema era la dimostrazione della proprietà del mezzo. Infatti, essendo i natanti, come abbiamo già detto, beni mobili non registrati, il passaggio di proprietà si effettua, normalmente, con una scrittura privata non registrata che però non è riconosciuta come atto di proprietà per l’immatricolazione. Quando il decreto sarà approvato il proprietario potrà risolvere il problema con una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, presso lo STA, che ne attesti la proprietà e la provenienza.

Gli altri provvedimenti prevedono il rilascio della licenza di immatricolazione in 7 giorni e gli incentivi per sostituire i vecchi motori con motori elettrici, per il momento credo che nel mercato marino elettrico ci siano, comunque, solo motori fuoribordo.

 

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Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre 2023 by Redazione

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Author: Redazione

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