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Artigiani e commercianti: promesse elettorali mancate

Volevamo segnalare un’altra promessa mancata del Governo Meloni che interessa in particolare, ma non solo, chi vuole intraprendere una attività on line.

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Foto di Steve Buissinne da Pixabay

Come tutti sapete aprire una piccola attività commerciale on line ha dei costi molto inferiori rispetto a quelle tradizionali, basta pensare al solo costo di affitto, o di acquisto, di un locale e del suo allestimento.
Molte attività online partono solo con un capitale, molto limitato, ed una idea e spesso non sono le attività principali di una persona ma servono per arrotondare il reddito con un secondo lavoro, oppure per guadagnare qualcosa durante gli studi. Quasi sempre le cifre ricavate da questo lavoro sono modeste, si parla di poche migliaia di euro all’anno, ma potrebbero, in ogni caso, migliorare la vita di chi lo esercita e migliorare la situazione economica dello Stato con le imposte versate.

Purtroppo con le attuali leggi tutto è più difficile. I contributi INPS per commercianti ed artigiani devono essere versati calcolando un reddito minimo di circa 18.415 € (anno 2024). Anche se hai fatturato zero devi pagare come se avessi incassato 18.415 €.

Visto che le aliquote sono del 24 % per gli artigiani e del 24,48% per i commercianti, a cui bisogna aggiungere 7,44€ per contributi maternità, il contributo minimo da pagare per un artigiano è di 4,427,04€ e per i commercianti 4.515,43€

Facciamo una piccola simulazione: Giovanni decide di aprire una attività su internet. Ha realizzato 5 siti web e ha deciso di lavorare con le affiliazioni (semplificando pubblicizza prodotti e riceve un compenso sulle vendite). Viene quindi considerato commerciante, attività ateco 73.11.02 (conduzione campagne di marketing e altri servizi pubblicitari).

Vediamo i costi:
Hosting per i 5 siti + nomi di dominio 250€ / anno
Apertura P. Iva 0€ / anno
Iscrizione Camera di Commercio 90€ / anno
PEC obbligatoria 12€ / anno

Naturalmente Giovanni ha optato per il regime forfettario quindi, essendo una nuova attività, pagherà il 5% di imposta sostitutiva all’Irpef.
Inoltre il coefficiente di redditività su cui calcolare l’imposta è per il codice ateco suddetto del 78%.

I costi minimi che Giovanni dovrà affrontare nel 2024 saranno quindi di 4867,23€, ovvero dovrà incassare 4900€ solo per pareggiare i conti.

Se non ci fosse stato il minimo contributivo con un incasso di 4900€ avrebbe avuto circa 1700€ di spese e guadagnato circa 3200€

Le conseguenze che può tirare Giovanni sono due: rinunciare al progetto o fare tutto in nero. In entrambi i casi lo Stato ci va a perdere. Vi sembra una cosa logica?

Se pensate che il problema sia di poca importanza perché le cifre in gioco sono piccole, tenete presente che per molte persone o molte famiglie avere un entrata mensile in più di 200 o 300 euro può semplificare di molto la vita.

Non si capisce il motivo, tranne quello che l’INPS perderebbe soldi, perché non si riesca a realizzare l’abolizione del minimo imponibile per i contributi INPS di artigiani e commercianti visto che sono tutti, destra e sinistra, favorevoli. Infatti oltre alla mancata promessa elettorale dei Fratelli d’Italia c’era stata in precedenza, nel 2019, una proposta di legge da parte dei 5 stelle.

Vogliamo, a tal proposito, ricordare che l’articolo 53 della Costituzione stabilisce che: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva” … “Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. Pensiamo che l’attuale normativa non sia coerente con l’articolo citato visto che altri lavoratori a partita IVA, i liberi professionisti iscritti alla gestione separata INPS, pagano solo sul reddito effettivo ma speriamo che i Senatori e i Deputati di questa legislatura vogliano finalmente sanare questa situazione.

Ultimo aggiornamento: 20 Aprile 2024 by Redazione

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Author: Redazione

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