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Come organizzarsi per l’ultimo viaggio

Vi avverto, se siete superstiziosi o impressionabili non leggete questo articolo.

Si, oggi parleremo dell’ultimo viaggio, di quel viaggio che, prima o poi faremo tutti, anche se non ci è dato di sapere, purtroppo o forse per fortuna, la data di partenza.

ultimo viaggio - addio
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Un giorno lasceremo la nostra casa, con un biglietto di sola andata, per una destinazione che non si sa: potrebbe essere il nulla, per i più razionalisti, oppure un altra vita per chi ha una qualsiasi fede religiosa.

Ma proprio perché ogni giorno potrebbe essere quello giusto per la partenza, non pensate che sia il caso di preparare i bagagli?

Non vi illudete: se pensate che vivere sia difficile, anche morire non è poi cosi semplice.

Parleremo prima dei problemi per il viaggiatore e poi di quelli verso i parenti ed amici rimasti a casa.

Visto che, una volta partito, sarà difficile comunicare con gli altri (i tavolini a tre gambe, la Tavola Ouija e i medium hanno più o meno la stessa efficienza di un cellulare senza campo) è bene chiarire tutto in anticipo.

In mancanza di altre indicazioni sarà il parente più prossimo a prendere tutte le decisioni sul nostro funerale e sulla destinazione del nostro corpo. Se abbiamo delle esigenze specifiche è meglio lasciarle chiaramente dette o ancora meglio chiaramente scritte in modo da evitare fraintendimenti e problemi. Volete un funerale religioso oppure no? Scrivetelo oppure deciderà il parente. Volete destinare gli organi per il trapianto? Scrivetelo oppure deciderà il parente. Volete essere cremati o seppelliti? Scrivetelo oppure deciderà il parente. Volete che le vostre ceneri siano disperse da qualche parte? Scrivetelo oppure non si può fare! Ebbene si, per alcune cose, se non c’è la nostra volontà chiaramente espressa, nessuno può decidere al posto nostro. Nel caso della dispersione delle ceneri è necessaria una disposizione scritta del de cuius (ok potevo scrivere defunto ma volevo parlare come un notaio). In molti comuni esiste già un registro dove poter comunicare la volontà di dispersione delle ceneri (ed anche un registro per i donatori di organi), in alternativa può essere accettata anche l’iscrizione ad una associazione che ha tra i propri fini la cremazione (con dichiarazione scritta controfirmata dal presidente dell’associazione) oppure con una disposizione testamentaria. In questo ultimo caso, se non avete la necessità di lasciare un testamento vero e proprio da un notaio, potete scrivere, a mano e su un normale foglio di carta, la vostra volontà di dispersione delle ceneri. Il foglio deve essere interamente scritto a mano di proprio pugno, datato e firmato e lasciato ad una persona di vostra fiducia che, quando sarà necessario, provvederà alla cosiddetta pubblicazione, come testamento olografo, presso un notaio che ne assicurerà la validità.

Purtroppo, tra i tanti casi della vita, potrebbe succedere che per la grave situazione sanitaria in cui ci troviamo potrebbe essere opportuno anticipare la data del nostro viaggio.

Stiamo parlando di eutanasia, suicidio assistito e sedazione profonda con sospensione delle cure.

Attenzione sono tre cose piuttosto diverse tra di loro e l’eutanasia, almeno in Italia, è un reato mentre per il suicidio assistito, proprio in questi giorni, il parlamento sta approvando una legge per regolamentarlo (ci sono voluti i pressanti inviti della Corte Costituzionale!). La sedazione profonda serve invece ad evitare inutili dolori a chi, in base alla legge che prevede che “nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge”, decide di sospendere le cure.

Oggi la situazione è diversa rispetto ad alcuni anni fa quando il padre di una ragazza in coma vegetativo e senza nessuna speranza di ripresa ha dovuto lottare per anni contro tutti per poter finalmente mettere fine alle sofferenze della figlia, ma sarebbe, comunque, molto opportuno lasciare documentazione scritta delle proprie volontà. A questo scopo da alcuni anni è stata prevista l’adozione delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT) nelle quali si può esprimere le proprie volontà ed anche indicare un fiduciario a cui fare riferimento in caso di necessità.

I problemi per il viaggiatore, più o meno , terminano qui ma visto che non siamo solo puro spirito veniamo alla parte materiale, a quello che rimane di noi su questa terra: i nostri beni.

Per evitare “l’assalto alla diligenza”, specie se i nostri lasciti sono notevoli, anche qui è meglio fare chiarezza in anticipo tenendo bene in mente che, ahimè, non sempre possiamo decidere come vogliamo.

Il legittimario! Chi era costui? Come il mite don Abbondio nei riguardi di Carneade forse alcuni di voi non sapranno nulla dei legittimari. I legittimari sono persone che per stretti legami con il de cuius (vi ricordate poche righe più in su?) non possono essere esclusi dalla successione anche se il dipartito ha espresso una volontà diversa. In pratica sono il coniuge, i figli e i genitori. Le percentuali che spettano ad ognuno di loro sono varie secondo le situazioni ma tenete presente che, in presenza di legittimari, la quota per la quale potrete disporre secondo le vostre volontà potrebbe variare tra il 25% e il 50% del vostro patrimonio. Per averne una idea più precisa potete consultare questa pagina .

Se non lasciate un testamento i possibili eredi delle vostre sostanze si chiamano eredi legittimi e sono molti: il coniuge, i figli, i genitori, i fratelli/sorelle, altri parenti entro il 6 grado ed infine lo Stato. Anche qui la suddivisione è complessa (vedi qui) ma il linea di massima ogni categoria esclude la successiva e se non ci sono parenti entro il 6 grado (sapete come si calcolano i gradi di parentela? Ve lo spiego dopo) l’eredità finisce allo Stato che non può rinunciare a riceverla. Già, non lo sapevate che potete rinunciare ad una eredità? Gli eredi, infatti ricevono non solo i beni del dipartito ma anche i debiti! E se i debiti sono superiori al valore dei beni dovrebbero pagare di tasca loro il debito residuo. Per questo nelle successioni complesse spesso l’eredità viene accettata con beneficio d’inventario che limita la responsabilità per i debiti al valore dei beni ereditati.

Siamo arrivati alla fine di queste brevi istruzioni per l’ultimo viaggio. Se sei capitato su questo blog probabilmente sarai un amante dei viaggi e spesso nella letteratura è stato usato il viaggio come metafora della vita, oggi abbiamo voluto usarlo anche come metafora della morte. Non c’è poi tanta differenza a guardar bene.

E la fine di tutto il nostro esplorare sarà arrivare dove siamo partiti. E conosceremo il luogo per la prima volta. (T.S. Eliot)

 

Piccola nota finale

Ma chi sono i parenti di sesto grado? Per esempio i figli di di due cugini oppure figli dei figli di un nipote cioè quasi sempre degli sconosciuti! Avete presente nei film quando arriva l’eredità del parente scomparso in Australia?

gradi parentela

Comunque calcolare il grado di parentela è semplice: per quelli in linea diretta (tipo padre e figlio) si calcolano le posizioni fino al capostipite, per quelli in linea indiretta si sale fino al capostipite comune e poi si scende sempre contando le posizioni. In entrambi i casi il capostipite non si conta. Nell’immagine Giovanni è il nonno, 2 grado, di Aldo ( Aldo 1, Maria 2, Giovanni capostipite) e Giacomo è lo zio, 3 grado, di Aldo ( Aldo 1, Maria 2, Giovanni capostipite comune, Giacomo 3).

A proposito, per legge, oltre il sesto grado non si è più parenti.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 2 Agosto 2023 by

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Author: Redazione