Il 13 giugno 2026 si svolgerà un evento che richiama uno dei capitoli più affascinanti della storia dell’aviazione civile italiana e dell’Adriatico: quello degli idrovolanti della SISA (Società Italiana Servizi Aerei), che negli anni Venti e Trenta trasformarono il mare Adriatico in una vera e propria autostrada aerea. La SISA inaugurò nell’aprile del 1926 la linea Trieste -Venezia – Pavia – Torino e poi cominciò ad espandere i collegamenti con le principali città sulle due sponde dell’Alto Adriatico.

Il 13 giugno 1926 un idrovolante CANT 10, un monomotore biplano in legno, con 4 passeggeri e due piloti, parti da Venezia in direzione di Lussino (oggi Losinj, Croazia). Dopo esattamente 100 anni, il 13 giugno prossimo, un idrovolante partirà nuovamente dal Aeroporto Nicelli per raggiungere Lussino, ripercorrendo idealmente i collegamenti che unirono Venezia alle città dell’Istria, del Quarnero e della Dalmazia. Il programma prevede la partenza da Venezia alle 15:30, dopo circa 1 ora e 15 minuti il velivolo effettuerà sorvoli sulla città di Lussino. Parteciperà alla manifestazione anche un altro velivolo storico Junkers che sorvolerà Rovigno.
Una curiosità: l’idrovolante che sarà utilizzato è l’unico in Italia ad essere autorizzato a voli commerciali!
La SISA: pioniera dell’aviazione civile italiana
La SISA nacque nel 1926 per iniziativa della famosa famiglia Cosulich, armatori originari di Lussino, pionieri e protagonisti dello sviluppo dei trasporti marittimi nell’Adriatico e nel Mediterraneo. Oggi la Fratelli Cosulich, con sedi princiopali a Trieste e Genova, è un gruppo multinazionale che conta 133 società in 27 Paesi.
Naturalmente l’utilizzo degli idrovolanti fu una scelta obbligata, non necessitando di aeroporti ed altre importanti infrastrutture per decollare ed inoltre, in caso di emergenza, avevano fiumi e laghi in cui poter atterrare. La SISA fu una delle prime compagnie aeree italiane a operare servizi regolari di linea. Fino al 1934 effettuò oltre 12.000 voli, percorrendo più di quattro milioni di chilometri e trasportando decine di migliaia di passeggeri, oltre a grandi quantità di posta, giornali e merci.
La compagnia realizzò una rete di collegamenti che collegava tutte le principali città costiere dell’adriatico settentrionale in un sistema integrato tra collegamenti marittimi ed aerei.
Venezia e Lussino: un legame storico
La scelta di implementare la rotta Venezia-Lussino non fu casuale.
Lussino, per molti anni, fu uno dei centri marittimi più importanti dell’Adriatico orientale con stretti rapporti con Venezia, inoltre Lussino è la patria di origine di numerose famiglie di armatori e imprenditori, tra cui gli stessi Cosulich proprietari della SISA.
La Regata Europea “L’Ammiraglia”
Il volo si inserisce nel programma della seconda edizione del L’Ammiraglia 2026 Venezia-Rovigno-Lussino, una manifestazione che unisce sport nautico, cultura, storia e cooperazione internazionale.
La regata è dedicata alla memoria dell’ammiraglio lussignano Agostino Straulino, universalmente considerato una delle figure più prestigiose della vela mondiale: campione olimpico nel 1952, più volte campione mondiale e europeo e comandante della nave scuola Amerigo Vespucci con la quale fece nel 1965 una famosa uscita dal porto canale di Taranto solo a vela.
L’evento prende avvio,l’11 giugno, all’Arsenale, dove si è appena concluso il salone nautico, con una serata dedicata alle tradizioni veneziane. Il 12 giugno ci sarà la prima regata Venezia – Rovigno e il 13 giugno la regata finale Rovigno – Lussino con la premiazione, lo show dell’idrovolante ed un concerto finale.
Un anno di centenari ma non solo
Il 2026,oltre al centenario del volo Venezia – Lussino segna contemporaneamente: in centenario della SISA, il centenario dell’Aeroporto Niceli (il primo di Venezia) ed anche i 100 anni dell’ordine degli ingeneri di Venezia ed è stato realizzato, per l’occasione, un bozzetto per un francobollo commemorativo.
Il volo in idrovolante del 2026 non vuole rappresentare solamente una commemorazione aeronautica, ma sopratutto il recupero della memoria storica di una comunità marittima che per secoli ha condiviso commerci, tradizioni e cultura e diventare, così, il simbolo di un Adriatico che, ieri come oggi, continua a essere uno spazio di incontro tra popoli, culture, porti e tradizioni marinare. Non una semplice rievocazione storica,quindi, ma il ricordo concreto di quando il mare non divideva le due sponde: le collegava.
Ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2026 by Redazione



