La fine delle Kessler, impossibile in Italia

È di pochi giorni fa la notizia della scomparsa delle gemelle Kessler, amatissime soubrette che tra gli anni ’60 e ’80 sono state tra i personaggi più popolari della televisione italiana. Dopo una vita di successi, sempre insieme come un’unica presenza scenica, si erano ritirate mantenendo la stessa scelta: vivere l’una accanto all’altra. E così, all’età di 89 anni, se ne sono andate ancora una volta insieme.

Gemelle Kessler
Foto di Harald Bischoff, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Con la loro proverbiale precisione teutonica, ma anche con grande riservatezza, avevano pianificato tutto: i saluti agli amici, le pratiche da chiudere, perfino la disdetta degli abbonamenti. Il 17 novembre, nel giorno stabilito, hanno scelto di congedarsi dal mondo. Lo avevano sempre detto: non avrebbero mai voluto finire in una casa di riposo, nel momento in cui non fossero più state in grado di badare a sé stesse. Avevano condiviso tutta la vita, e dopo 89 anni hanno deciso di condividere anche la morte.

In Germania, infatti, la legge consente il suicidio assistito a qualsiasi maggiorenne capace di intendere e di volere; il medico deve verificare soltanto questa condizione. Una normativa che lascia alla persona la responsabilità e la libertà della propria scelta.

In Italia, invece, il suicidio medicalmente assistito è concesso solo in casi estremi: malati terminali che dipendono da macchinari o dispositivi esterni per vivere. La procedura è lunga e complessa, e i casi autorizzati sono pochissimi. Non di rado, dopo due o tre ricorsi respinti, alcuni decidono di rivolgersi a Svizzera o Olanda, dove in determinate circostanze è più semplice porre fine alle proprie sofferenze.

Del resto, morire non è semplice in Italia nemmeno dal punto di vista burocratico: testamenti, tasse, eredi legittimari… persino figli che non si sono mai occupati di voi e vi hanno lasciato in un ospizio hanno comunque diritto a una quota consistente della vostra eredità. E se desiderate essere cremati e disperdere le ceneri nella natura, è bene mettere tutto per iscritto, meglio ancora nel testamento redatto da un notaio, altrimenti i vostri desideri rischiano di rimanere tali.

La scelta delle gemelle Kessler non è solo un fatto di cronaca: è un’occasione per riflettere su un tema che in Italia rimane irrisolto.
La loro morte serena e consapevole, resa possibile dalla legislazione tedesca, evidenzia quanto il nostro Paese sia ancora distante dal riconoscere pienamente la libertà individuale nelle scelte di fine vita.

Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2025 by Redazione

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Author: Redazione

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