Mantova e la pittura contemporanea: un viaggio nella “Incombenza della pittura”

Oggi vi invitiamo a visitare Mantova una destinazione perfetta per un weekend tra arte, laghi e architettura. Una tra le città d’arte meno affollate ma ricca di fascino che fino al 3 maggio 2026, diventa il palcoscenico di una mostra che affonda le radici in una lunga tradizione: “Incombenza della pittura. Opere dalla collezione del Premio Bugatti Segantini 1959-2026”.
Ospitata nella suggestiva Casa del Mantegna, l’esposizione – curata da Massimo Bignardi – è molto più di una semplice raccolta di opere: è un viaggio dentro il ruolo della pittura oggi, come specchio dei cambiamenti sociali e culturali.

1969-SPADARI
© 1969-SPADARI

Visitare la Casa del Mantegna è già di per sé un’esperienza che merita il viaggio. Progettata nel Quattrocento, questa architettura dialoga perfettamente con il tema della mostra: il tempo che scorre, trasformando linguaggi e sensibilità artistiche.
Qui prende forma una selezione di opere provenienti dal Premio Internazionale Bice Bugatti – Giovanni Segantini, attivo dal 1959 e punto di riferimento per la pittura contemporanea. Le tele esposte raccontano oltre sessant’anni di ricerca artistica, mettendo in relazione generazioni e visioni diverse.
Tra gli artisti presenti spiccano nomi come Concetto Pozzati, Giangiacomo Spadari, Moisés Anturiano, Liberio Reggiani, Fumitaka Kudo, Francisco Romero, Claudio Verna e Riccardo Guarneri, quest’ultimo premiato alla carriera nel 2026.

Il cuore della mostra è racchiuso in un’idea affascinante: la pittura come “specchio magico”: le opere esposte riflettono la realtà, ma non in modo diretto. Sono specchi concavi o convessi, capaci di concentrarsi sull’individuo o di allargare lo sguardo al mondo creando un percorso che invita il visitatore a fermarsi, osservare e interrogarsi. In un’epoca dominata dal digitale e dalla velocità, questa mostra restituisce valore al tempo lento della contemplazione.

Incombenza della pittura” non vuole essere solo un evento artistico, ma anche un progetto etico e culturale. Come sottolineato dalla Fondazione Rossi, l’arte è un linguaggio capace di creare legami e restituire valore alla comunità. Le opere non sono entità isolate, ma “perle tenute insieme da un unico filo”: quello dell’esperienza umana condivisa. Un messaggio potente, soprattutto in un’epoca come la nostra in cui il confronto tra culture è più necessario che mai.

L’appuntamento è alla Casa del Mantegna, via Acerbi 47 – Mantova
Apertura fino al 3 maggio 2026
• Martedì–venerdì: 8:30–13:00 / 15:00–18:30
• Sabato e domenica: 10:00–13:00 / 15:00–18:30
• Aperture straordinarie: 25 aprile e 1 maggio
L’ingresso è gratuito.

Ultimo aggiornamento: 12 Aprile 2026 by Redazione

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Author: Redazione

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